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Campi di sterminio e campi di concentramento
1933 / 1945

I Lager (campi) comparvero come forme istituzionali di isolamento, punizione e correzione sin da pochi mesi dall’insediamento di Hitler al potere. Il 20 marzo 1933 venne inaugurato Dachau (3). Inizialmente i detenuti lì condotti erano oppositori politici, omosessuali, testimoni di Geova, asociali e criminali comuni tutti di nazionalità tedesca. Ad essi veniva concessa la possibilità di tornare in libertà, se ancora vivi dopo la rieducazione. Gli Ebrei vennero lì imprigionati esclusivamente per motivi razziali solo dopo la “notte dei cristalli” del 9 novembre 1938. Con l’avvento della “soluzione finale della questione ebraica” del 1942, vennero aperti appositamente centri di sterminio per ebrei mediante gas Chelmno (III) (postazione per Gaswagen), Sobibor (V), Belzec (II) e Treblinka (VI). Accanto a questi presero forma Auschwitz-Birkenau (I) e Majdanek (IV): luoghi per l’uccisione di massa mediante gas e anche concentramento di manodopera coatta. I lager erano suddivisi in 50 tipologie diverse, le due più notevoli sono Konzentrationslager (campo di concentramento) e Vernichtungslager (campo di sterminio). Secondo recenti studi il nazismo dominò l’Europa occupata con un sistema di 10.060 campi. Nella mappa a fianco i pallini bianchi indicano i campi principali.

 


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